9 luglio 2009

Assemblea RESFVG del 4 luglio: resoconto collaborativo

BOZZA DI RESOCONTO DELL’ASSEMBLEA DELLA RESFVG DEL 4 LUGLIO 2009.

Premessa
Alla presenza di circa 30 persone, sabato mattina si è svolto presso il Meeting point di Palmanova l’Assemblea della Rete regionale.
Al termine dei lavori si è deciso di offrire ai presenti l’opportunità di partecipare alla redazione del verbale dell’incontro.
Per rendere proficuo questo impegno, consentendo anche agli assenti di poter dire la loro, si presenta una bozza di verbale, un canovaccio che si limita a fare sintesi delle decisioni sulle quali vi è stata ampia condivisione.
La presente bozza viene quindi pubblicata sul nostro Blog, dando la possibilità a chiunque di avanzare proposte integrative, analisi, ecc., di fatto continuando i lavori dell’assemblea. A tale scopo si invita ad utilizzare lo strumento del “commento”.

La bozza di resoconto.

L’OdG prevedeva in sostanza un unico punto: promuovere l’adesione alla Rete e l’invito ad ogni aderente ad assumere incarichi operativi nelle diverse aree di attività.
Alcuni interventi, nel trattare il tema proposto, hanno toccato e ribadito il senso del nostro impegno nel costruire la Rete.
Abbiamo quindi sintetizzato al paragrafo 1. tali considerazioni, riportando invece al successivo paragrafo 2. le tematiche organizzative.

1. Lo scenario in cui si colloca il nostro impegno

L'attuale crisi economica potrebbe subire nei prossimi mesi/anni un'accelerazione tale da rendere insufficienti le risposte "pubbliche"; ecco allora che una rete solidale, che sia in grado di soddisfare i bisogni primari potrebbe costituire l'unica difesa possibile verso scenari di degrado sociale ad oggi ancora impensabili per i più.

Gli sforzi della rete e di tutti i nodi che la compongono dovrebbero essere prioritariamente orientati a mettere in campo azioni concrete di economia alternativa: occasioni di lavoro, scambi di beni e servizi entro la logica del "dono" come sostegno alle fasce più in difficoltà.

L'orizzonte territoriale della Rete (la Regione) visualizza l'obiettivo politico della creazione di un'economia altrenativa, capace di contaminare progressivamente la sfera del mercato "classico"; il raggiungimento di una "massa critica" è il presupposto per poter influenzare le scelte pubbliche alla scala adeguata al fenomeno (comunale, distretto, provincia, regione).


2. L’organizzazione della Rete

In sintesi, la RESFVG va intesa come un insieme di nodi (persone, associazioni, istituzioni, reti territoriali e settoriali), ciascuno dei quali svolge le proprie attività:

a. chiedendo alla Rete di condividerne, previo confronto, gli obiettivi e le azioni;

b. dichiarando che cosa e come intende impegnarsi per far crescere la Rete, per conseguire gli obiettivi del Protocollo.

Sul punto a. l’Assemblea ha convenuto che ogni nodo si rapporti alla Rete proponendo progetti e azioni che, una volta discussi e condivisi, riceveranno il supporto dell’intera rete e, particolarmente, dei nodi maggiormente interessati allo sviluppo del progetto. Esempio: Slow food propone di diffondere l’esperienza dei punti di incontro fra domanda e offerta di prodotti alimentari, secondo criteri di sostenibilità, qualità, ecc. Il progetto viene discusso all’interno della Rete e, qualora approvato, definisce i nodi della rete chiamati a collaborare con Slow food ed impegna l’organizzazione a pubblicizzarlo, a sostenerlo, ecc.

Sul punto b. non vi sono stati interventi significativi, salvo una consistente obiezione della rappresentante di Banca etica o, per la precisione, dei tre gruppi regionali di soci della stessa istituzione. L’obiezione è la seguente: la RESFVG non è sufficientemente partecipata, rappresentativa, dalle buone pratiche presenti in regione, con particolare riguardo a quelle di maggior peso. Conseguentemente, la sua costituzione è prematura e richiede quindi un ulteriore lavoro di preparazione del consenso.
L’obiezione merita di essere discussa e approfondita perché ci fa correre il rischio di cadere nel paradosso del comma 22 (su Wikipedia la spiegazione). In sostanza, si dice: non aderisco fino a quando la Rete non sarà maggiormente partecipata. Ma in questo modo, nessuno mai parteciperà.
L’errore, a mio avviso, sta nel non aver compreso appieno la natura di una Rete democratica e partecipata, continuando a confonderla con una Associazione o con un Consorzio. La rete non ha testa, oppure ha tante teste quanti sono i nodi. La Rete è un sistema aperto di connessioni fra nodi che entrano ed escono a loro piacimento, senza alcuna gerarchia di tipo temporale (i fondatori), conoscitivo (ho il monopolio della conoscenza), spaziale (sto al centro di un territorio, sto nel capoluogo) , decisionale (via delega formale o informale). Le connessioni si stabiliscono in virtù della condivisione di valori, procedure, obiettivi. Quindi, andiamo avanti e dichiariamoci tutti disponibili a discutere anche con i tre citati gruppi, per fugare dubbi e, discutendo, per crescere tutti insieme.

L’ultima parte dell’Assemblea è stata dedicata alla raccolta di adesioni che concretizzano, che danno risposta alla domanda: “che cosa posso fare per la Rete”.

A questo proposito è stata accolta la proposta, sempre emendabile, di orientare le adesioni verso la formazione di due grandi tipologie di reti: settoriali e territoriali.

Le reti settoriali (RS) proposte sono: RS1-gruppi di acquisto solidale, RS2-botteghe del commercio equo e solidale, RS3-banche del tempo, RS4-ambiente (risparmio energetico, tutela del territorio, ecc.), RS5-beni comuni (acqua, aria, terra, conoscenza, ecc.), RS6-produzioni, RS7-salute, RS8-cultura (lavorare sugli immaginari), RS9-attività istituzionali (che cosa possono fare le pubbliche amministrazioni), RS10-finanza etica (condividere risorse per sostenere lo sviluppo di buone pratiche, ecc.), RS11-manutenzione della rete (del sistema informativo, delle convocazioni, ecc.).

Le reti territoriali (RT)fanno riferimento alla formazione dei distretti di economia solidale che, per ora, abbiamo deciso di far coincidere con la zonizzazione dei 19 Ambiti socioassistenziali in cui è suddivisa la nostra regione. I distretti sono i seguenti (viene per ora riportato solo il nome del Comune capo ambito): RT1-Duino Aurisina, RT2-Trieste, RT3-Muggia S. Dorligo, RT4-Alto Isontino, RT5-Basso Isontino, RT6-Gemonese, RT7-Carnia, RT8-San Daniele, RT9-Tarcento, RT10-Cividale, RT11-Codroipo, RT12-Udine, RT13-Cervignano, RT14-Latisana, RT15-Sacile, RT16- S. Vito, RT17-Azzano Decimo), RT18-Maniago), RT19-Pordenone.

Ogni nodo (individuale o collettivo) può dare la sua disponibilità a far parte di una o più reti territoriali e/o settoriali. Se una rete settoriale o territoriale riceverà più adesioni, saranno gli stessi aderenti a nominare un loro referente (o definito con altro termine se più confacente al ruolo assegnato. Per ora teniamoci questa dizione). Diversamente, se una rete registrerà un’unica adesione, questo nodo assumerà automaticamente il ruolo di referente.

Hanno dato la loro disponibilità: Anna Maria Giaggioli (RT4, RS1, RS2), Laura Galluzzo (RS7), Giorgio Jannis (RS8, RS11), associazione ARIA (RS8), Marco Duriavig e Paolo Tomasin (RS9), Ferruccio Nilia (RS11).

3. Altre proposte

Al termine dell'incontro, proprio per favorire la possibilità di un'estensione immediata della Rete, si decide che è opportuno tenere, quanto prima possibile, quattro incontri articolati nelle quattro province.
E’ emersa inoltre l'opportunità di un approfondimento sul tema che, per semplicità, definiremo come il rapporto fra reti digitali e reti analogiche (importanza del rapporto diretto interpersonale, ma anche utilizzo molto più intenso degli strumenti che oggi sono a nostra disposizione per comunicare, lavorare assieme ecc.)."


4. Conclusioni

Qui si conclude la bozza e si resta in attesa delle osservazioni e delle integrazioni, nonché:

  • l’adesione alla rete per chi ancora non lo ha fatto (tramite la scheda che trovate su questo blog, nella colonna di destra);

  • la disponibilità a lavorare in una o più delle reti settoriali e/o territoriali proposte (basta indicare la/le sigla della rete settoriale “RS .. “e/o territoriale “RT…” descritte).

Per mantenere "centralizzati" gli apporti integrativi a questo resoconto collaborativo dell'ultima Assemblea, consigliamo di produrre i vostri interventi direttamente qui sul blog, come commento a questo stesso articolo - il "bottone" (comments) per i commenti è qui sotto.
Per sicurezza, scrivete le vostre osservazioni su un documento di testo, poi fate copia incolla dentro la finestrella dei commenti; firmate il vostro intervento.

2 commenti:

toniperatoner ha detto...

Mi pare abbiate fatto un ottimo lavoro. Purtroppo Serge non si è sentito di venire. Abbiamo trascorso assieme 4 giorni davvero nello spirito della decrescita e la carica è stata totale.
Come dicevo a Ferruccio attualmente sono impegnatissimo con la questione dell'acqua in Palestina e quindi non ho molto tempo per dedicarmi alla RES. In ogni caso sono disponibile alle RS 4-5-8.
A risentirci.
toni

maraquinti ha detto...

Credo che la bozza elaborata chiarisca bene le motivazioni, gli obiettivi e l'organizzazione della RES. Ho apprezzato molto il modo in cui sono state identificate le reti settoriali e territoriali. La mia disponibilità è per le RS1, RS4, RS7.
A presto!
Mara