Vincenzo Campi, La Fruttivendola (Milano, Pinacoteca di Brera)

13 ottobre 2009

Rete ovunque

Per tutti quelli a cui Facebook torna comodo per sentire cosa si dice in giro, ecco l'indirizzo della pagina della Rete di Economia Solidale FVG: diventando fan è possibile per ognuno segnalare e pubblicare informazioni su iniziative o riflessioni o fotografie direttamente sulla pagina Facebook della ResFVG.

Condividete con i vostri amici e dite loro di condividere: è importantissimo venire a conoscenza di buone pratiche locali nei settori dell'altraeconomia e della sostenibilità ambientale, che spesso sono a due passi da casa e chi poteva immaginarlo? E invece.

05 ottobre 2009

Politiche energetiche a Udine

Il 26 settembre alla Fiera di Udine si è tenuto il convegno "Il ruolo dei Comuni nella promozione del risparmio energetico", dove si è cercato di approfondire le scelte sulle politiche energetiche a partire dall'esperienza di Udine, visto che qui dal primo giugno, prima amministrazione comunale in Regione FVG, è in vigore il nuovo regolamento edilizio che prevede la certificazione CasaClima per tutti i nuovi edifici.

Nel corso del convegno sono intervenuti il sindaco di Udine Furio Honsell, il presidente dell'Ape di Udine Loris Mestroni, l'assessore all'Energia della Provincia di Udine Stefano Teghil, il dirigente del ministero dell'Ambiente Antonio Lumicisi, il direttore dell'agenzia CasaClima di Bolzano Norbert Lantschner, l'arch. Stefano Fattor, già assessore al Comune di Bolzano, l'amministratore delegato della Fantoni spa Paolo Fantoni, il presidente di Legambiente FVG Giorgio Cavallo, Vitto Claut del Codacons di Udine, Claudio Pantanali di Confindustria Udine e Adriano Savoia, presidente della Federazione Italiana Agenti Immobiliari.

Honsell ha presentato il PEC Piano Energetico Comunale, parlando di riduzione di CO2 e di tecnologie per i sistemi di risparmio soprattutto per edifici di una certa età quale via maestra per ottemperare alle indicazioni europee, ovvero il "Pacchetto Energia" del gennaio 2009, definite 20-20-20 (arrivare entro il 2020 a produrre il 20% dell'energia da fonti rinnovabili e ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica), nonché esponendo la filosofia stessa dell'impegno sul risparmio, ragionando a esempio sul kilometro zero.
Interessante il Patto tra i Sindaci europei (a riprova di iniziative "dal basso") per il raggiungimento di simili obiettivi, firmato come protocollo recentemente dal Comune di Udine e da altre novanta municipalità in Italia.

Dopo altri interventi di Mestroni (il ruolo di APE Agenzia Provinciale per l'Energia di Udine) e di Lumicisi (ha mostrato un po' di grafici sulle fonti energetiche, sulla necessità del rinnovabile) ha preso la parola Lantschner di CasaClima di Bolzano, il quale ha esordito preannunciando il suo dover fare necessariamente la parte del "cattivo", perché qui non si è ancora capito bene il dramma a cui stiamo andando incontro, nell'insistere con petrolio e carbone senza comprendere l'ormai superato picco della produzione e la non-economicità dei sistemi attuali.
L'Italia, ha detto esplicitamente, è messa male: continua a fare gli stessi errori da 40 anni, nel campo edilizio.

Dove sbagliamo? Oltre alla dipendenza dal petrolio, e alla stoltezza dell'attuale sistema di distribuzione dell'energia, la gravità sta nel non tenere in considerazione l'efficienza energetica, vera chiave di volta di tutti questi ragionamenti, in ogni settore.
Aiutandosi con dei grafici, Lantschner ha illustrato come il problema vero sia l'edilizia, non i trasporti: a causa dell'inadeguatezza delle costruzioni presenti oggi in Italia abbiamo uno spreco incredibile, non giustificabile.
E bisogna cambiare subito strategia: se ti accorgi di essere su un treno sbagliato, non serve a molto correre verso la coda, devi scendere il prima possibile.
I Comuni non devono "prescrivere" delle iniziative o delle migliorìe, devono piuttosto "premiare" chi fa le case meglio delle leggi attuali... in questo modo, introducendo un sistema premiante, diventa fondamentale il problema del certificato energetico.

Sempre da Bolzano, dove sono veramente all'avanguardia con simili pratiche edilizie (le case "popolari" vengono costruite in fascia B, e questo obbliga anche l'edilizia privata ad alzare la qualità dell'offerta), Stefano Fattor docente di architettura e già assessore a Bolzano mostra come in italia i sistemi di certificazione (caso unico, come al solito) non seguano i criteri europei, cosicché può capitare di acquistare o di poter costruire case che vantano una bassa "impronta" ecologica, ma la cui manutenzione energetica in realtà non appartiene affatto alla categoria di assegnazione, risultando più dispendiosa.


Il prossimo 9 ottobre a Udine verrà presentato il Piano energetico Comunale.

Pianificare l'energia, comunicare l'energia

Il giorno 9 ottobre 2009 alle ore 16.00 presso la sala Ajace del Comune di Udine, si terrà l'incontro pubblico "Pianificare l'energia, comunicare l'energia" per presentare il Piano Energetico Comunale 2009 e il progetto di comunicazione ambientale "Cyber-Display" a co-finanziamento europeo.
L'evento sarà l'occasione anche per raccogliere valutazioni e punti di vista sul nuovo Piano Energetico comunale, che saranno utili per pianificare i futuri interventi in ambito energetico.
Il PEC vuole inoltre implementare le funzioni della pianificazione territoriale e delle politiche di sviluppo sociale a livello locale, valorizzando la variabile energia quale fattore chiave di sviluppo. Viene pertanto assegnata alta priorità alla promozione delle fonti rinnovabili ed al risparmio energetico come mezzi per una maggior tutela ambientale.
Il PEC analizza le caratteristiche del sistema energetico locale alla data odierna, e definisce gli obiettivi di sostenibilità al 2020 coerentemente con gli indirizzi e gli obiettivi della commissione Europea nel settore dei consumi, delle emissioni di gas climalteranti e delle azioni individuate in ambito internazionale per il loro raggiungimento.

Il Piano Energetico è costituito da due documenti:
1. Bilancio Energetico;
2. Piano d'Azione.
Il Bilancio energetico restituisce l'immagine della domanda/offerta di energia sia per quanto riferibile all'Amministrazione che per il Territorio comunale. Il risultato è un documento che prevede una struttura flessibile ed adatta ad essere aggiornata con facilità.
Il Piano d'Azione è suddiviso in proposte di intervento a breve-medio termine e proposte a lungo termine, volte a promuovere l'uso razionale dell'energia ed il contenimento delle emissioni climalteranti. L'intento è duplice: da un lato sono state programmate iniziative per il contenimento dei consumi negli edifici e negl i impianti di proprietà comunale; dall'altro verranno realizzate campagne per la sensibilizzazione ed il coinvolgimento fattivo di soggetti di varia natura (pubblici e privati).

In termini pratici, la caratteristica del PEC è quindi quella di costituire uno strumento operativo, condiviso, chiaro, semplice, che coinvolge i diversi settori che hanno competenza indirettamente su aspetti energetici, e integrato con gli altri strumenti di programmazione e governo del territorio, evitando sovrapposizione tra essi.
L'incontro presenterà inoltre le prime attività svolte nell'ambito del progetto "Cyber-Display" a co-finanziamento europeo, per la comunicazione ambientale nelle scuole e ai cittadini dei temi del risparmi energetico.
All'evento, oltre all'Ass. Lorenzo Croattini in rappresentanza dell'Amministrazione Comunale, parteciperanno alcuni responsabili di Ecuba srl (la società affidataria dell'incarico di redazione del Piano) e Agnese Precotto in qualità di responsabile di una delle campagne di comunicazione sui temi dell'energia attualmente in corso. Sono stati inoltre invitati i rappresentanti di Confartigianato, Legambiente, dell'Agenzia Provinciale per l'Energia di Udine e di AMGA SPA al fine di fornire il punto di vista di diversi portatori di interesse operanti sul territorio.


14 settembre 2009

Una fattoria per il futuro

Questo interessante documentario (qui su YouTube tutte le sei parti di cui è composto) è stato prodotto dalla BBC e in Inghilterra ha creato un vero e proprio caso, per la sua capacità di muovere l'opinione pubblica a considerazioni che riguardano tutti, da vicino.
Lo spunto di partenza è dato dalla consapevolezza dell'insostenibilità di una economia basata estesamente sull'utilizzo dei derivati del petrolio; lo sviluppo del ragionamento riguarda le modificazioni da introdurre necessariamente nel settore dell'agricoltura, ovvero la progettazione di fattorie ecosostenibili, secondo la filosofia e la pratica della Transizione.
Se trovate il video piacevole e utile, condividete liberamente (riportando la fonte) sui vostri blog e sui vostri social network preferiti.



Ora non avete più scuse, lo splendido documentario di Rebecca Hosking prodotto dalla BBC (ve ne avevo parlato qui e qui) è finalmente sottotitolato in italiano grazie allo splendido lavoro di una squadra di traduttori volontari (santi subito).

Questo film ha creato un vero “caso” in Inghilterra, la BBC ha dovuto mandarlo in onda una seconda volta dopo il primo passaggio perché le richieste ricevute dal pubblico erano davvero tantissime.

Si tratta di un’opera preziosa per la sua capacità divulgativa delle tematiche della Transizione, pensate se potesse andare in onda in prima serata sulle nostre televisioni (succederà?). Guardatelo e fatelo guardare.

Fonte: Io e la Transizione

28 agosto 2009

E io pago (cit.)

via Scorfano

Forse ero l’unico a non saperlo; e voi lo sapevate già tutti. Fatto sta che ho scoperto solo oggi che, datosi che l’Italia non ha rispettato gli accordi del protocollo di Kyoto sulla salvaguardia dell’ambiente, che magari è anche inutile, ma che pure aveva sottoscritto volontariamente, ne ha ricevuto in cambio una multa di 555 milioni di euro. La quale multa, la pagheremo interamente noi, intestatari di contratto con l’Enel, oltre che con l’inevitabile peggioramento del nostro ambiente e del nostro territorio, con un aumento di quaranta euro delle nostre bollette della luce.

Le responsabilità si dividono equamente tra il governo Prodi di ieri e quello Berlusconi di oggi: e nessuno si fa mancare niente. Una spiegazione in dettaglio di quanto è avvenuto e sta ancora avvenendo la trovate qui.

Io, che l’ho saputo solo ieri, mi sento, come si dice da qualche parte, “cornuto e mazziato”; e anche, absit iniuria verbis, un po’ preso per il culo.

16 luglio 2009

Le adesioni alla RESFVG

E' disponibile per la consultazione l'elenco dei partecipanti alla Rete, con le indicazioni delle reti territoriali e/o delle aree tematiche in cui ciascun sottoscrittore intende operare.

Nella colonna di destra di questo blog trovate il link per la pagina contenente l'elenco, nonché il collegamento per il download della Scheda di Adesione, per chi - associazione, realtà economica o privato cittadino - volesse far parte della RESFVG.

09 luglio 2009

Assemblea RESFVG del 4 luglio: resoconto collaborativo

BOZZA DI RESOCONTO DELL’ASSEMBLEA DELLA RESFVG DEL 4 LUGLIO 2009.

Premessa
Alla presenza di circa 30 persone, sabato mattina si è svolto presso il Meeting point di Palmanova l’Assemblea della Rete regionale.
Al termine dei lavori si è deciso di offrire ai presenti l’opportunità di partecipare alla redazione del verbale dell’incontro.
Per rendere proficuo questo impegno, consentendo anche agli assenti di poter dire la loro, si presenta una bozza di verbale, un canovaccio che si limita a fare sintesi delle decisioni sulle quali vi è stata ampia condivisione.
La presente bozza viene quindi pubblicata sul nostro Blog, dando la possibilità a chiunque di avanzare proposte integrative, analisi, ecc., di fatto continuando i lavori dell’assemblea. A tale scopo si invita ad utilizzare lo strumento del “commento”.

La bozza di resoconto.

L’OdG prevedeva in sostanza un unico punto: promuovere l’adesione alla Rete e l’invito ad ogni aderente ad assumere incarichi operativi nelle diverse aree di attività.
Alcuni interventi, nel trattare il tema proposto, hanno toccato e ribadito il senso del nostro impegno nel costruire la Rete.
Abbiamo quindi sintetizzato al paragrafo 1. tali considerazioni, riportando invece al successivo paragrafo 2. le tematiche organizzative.

1. Lo scenario in cui si colloca il nostro impegno

L'attuale crisi economica potrebbe subire nei prossimi mesi/anni un'accelerazione tale da rendere insufficienti le risposte "pubbliche"; ecco allora che una rete solidale, che sia in grado di soddisfare i bisogni primari potrebbe costituire l'unica difesa possibile verso scenari di degrado sociale ad oggi ancora impensabili per i più.

Gli sforzi della rete e di tutti i nodi che la compongono dovrebbero essere prioritariamente orientati a mettere in campo azioni concrete di economia alternativa: occasioni di lavoro, scambi di beni e servizi entro la logica del "dono" come sostegno alle fasce più in difficoltà.

L'orizzonte territoriale della Rete (la Regione) visualizza l'obiettivo politico della creazione di un'economia altrenativa, capace di contaminare progressivamente la sfera del mercato "classico"; il raggiungimento di una "massa critica" è il presupposto per poter influenzare le scelte pubbliche alla scala adeguata al fenomeno (comunale, distretto, provincia, regione).


2. L’organizzazione della Rete

In sintesi, la RESFVG va intesa come un insieme di nodi (persone, associazioni, istituzioni, reti territoriali e settoriali), ciascuno dei quali svolge le proprie attività:

a. chiedendo alla Rete di condividerne, previo confronto, gli obiettivi e le azioni;

b. dichiarando che cosa e come intende impegnarsi per far crescere la Rete, per conseguire gli obiettivi del Protocollo.

Sul punto a. l’Assemblea ha convenuto che ogni nodo si rapporti alla Rete proponendo progetti e azioni che, una volta discussi e condivisi, riceveranno il supporto dell’intera rete e, particolarmente, dei nodi maggiormente interessati allo sviluppo del progetto. Esempio: Slow food propone di diffondere l’esperienza dei punti di incontro fra domanda e offerta di prodotti alimentari, secondo criteri di sostenibilità, qualità, ecc. Il progetto viene discusso all’interno della Rete e, qualora approvato, definisce i nodi della rete chiamati a collaborare con Slow food ed impegna l’organizzazione a pubblicizzarlo, a sostenerlo, ecc.

Sul punto b. non vi sono stati interventi significativi, salvo una consistente obiezione della rappresentante di Banca etica o, per la precisione, dei tre gruppi regionali di soci della stessa istituzione. L’obiezione è la seguente: la RESFVG non è sufficientemente partecipata, rappresentativa, dalle buone pratiche presenti in regione, con particolare riguardo a quelle di maggior peso. Conseguentemente, la sua costituzione è prematura e richiede quindi un ulteriore lavoro di preparazione del consenso.
L’obiezione merita di essere discussa e approfondita perché ci fa correre il rischio di cadere nel paradosso del comma 22 (su Wikipedia la spiegazione). In sostanza, si dice: non aderisco fino a quando la Rete non sarà maggiormente partecipata. Ma in questo modo, nessuno mai parteciperà.
L’errore, a mio avviso, sta nel non aver compreso appieno la natura di una Rete democratica e partecipata, continuando a confonderla con una Associazione o con un Consorzio. La rete non ha testa, oppure ha tante teste quanti sono i nodi. La Rete è un sistema aperto di connessioni fra nodi che entrano ed escono a loro piacimento, senza alcuna gerarchia di tipo temporale (i fondatori), conoscitivo (ho il monopolio della conoscenza), spaziale (sto al centro di un territorio, sto nel capoluogo) , decisionale (via delega formale o informale). Le connessioni si stabiliscono in virtù della condivisione di valori, procedure, obiettivi. Quindi, andiamo avanti e dichiariamoci tutti disponibili a discutere anche con i tre citati gruppi, per fugare dubbi e, discutendo, per crescere tutti insieme.

L’ultima parte dell’Assemblea è stata dedicata alla raccolta di adesioni che concretizzano, che danno risposta alla domanda: “che cosa posso fare per la Rete”.

A questo proposito è stata accolta la proposta, sempre emendabile, di orientare le adesioni verso la formazione di due grandi tipologie di reti: settoriali e territoriali.

Le reti settoriali (RS) proposte sono: RS1-gruppi di acquisto solidale, RS2-botteghe del commercio equo e solidale, RS3-banche del tempo, RS4-ambiente (risparmio energetico, tutela del territorio, ecc.), RS5-beni comuni (acqua, aria, terra, conoscenza, ecc.), RS6-produzioni, RS7-salute, RS8-cultura (lavorare sugli immaginari), RS9-attività istituzionali (che cosa possono fare le pubbliche amministrazioni), RS10-finanza etica (condividere risorse per sostenere lo sviluppo di buone pratiche, ecc.), RS11-manutenzione della rete (del sistema informativo, delle convocazioni, ecc.).

Le reti territoriali (RT)fanno riferimento alla formazione dei distretti di economia solidale che, per ora, abbiamo deciso di far coincidere con la zonizzazione dei 19 Ambiti socioassistenziali in cui è suddivisa la nostra regione. I distretti sono i seguenti (viene per ora riportato solo il nome del Comune capo ambito): RT1-Duino Aurisina, RT2-Trieste, RT3-Muggia S. Dorligo, RT4-Alto Isontino, RT5-Basso Isontino, RT6-Gemonese, RT7-Carnia, RT8-San Daniele, RT9-Tarcento, RT10-Cividale, RT11-Codroipo, RT12-Udine, RT13-Cervignano, RT14-Latisana, RT15-Sacile, RT16- S. Vito, RT17-Azzano Decimo), RT18-Maniago), RT19-Pordenone.

Ogni nodo (individuale o collettivo) può dare la sua disponibilità a far parte di una o più reti territoriali e/o settoriali. Se una rete settoriale o territoriale riceverà più adesioni, saranno gli stessi aderenti a nominare un loro referente (o definito con altro termine se più confacente al ruolo assegnato. Per ora teniamoci questa dizione). Diversamente, se una rete registrerà un’unica adesione, questo nodo assumerà automaticamente il ruolo di referente.

Hanno dato la loro disponibilità: Anna Maria Giaggioli (RT4, RS1, RS2), Laura Galluzzo (RS7), Giorgio Jannis (RS8, RS11), associazione ARIA (RS8), Marco Duriavig e Paolo Tomasin (RS9), Ferruccio Nilia (RS11).

3. Altre proposte

Al termine dell'incontro, proprio per favorire la possibilità di un'estensione immediata della Rete, si decide che è opportuno tenere, quanto prima possibile, quattro incontri articolati nelle quattro province.
E’ emersa inoltre l'opportunità di un approfondimento sul tema che, per semplicità, definiremo come il rapporto fra reti digitali e reti analogiche (importanza del rapporto diretto interpersonale, ma anche utilizzo molto più intenso degli strumenti che oggi sono a nostra disposizione per comunicare, lavorare assieme ecc.)."


4. Conclusioni

Qui si conclude la bozza e si resta in attesa delle osservazioni e delle integrazioni, nonché:

  • l’adesione alla rete per chi ancora non lo ha fatto (tramite la scheda che trovate su questo blog, nella colonna di destra);

  • la disponibilità a lavorare in una o più delle reti settoriali e/o territoriali proposte (basta indicare la/le sigla della rete settoriale “RS .. “e/o territoriale “RT…” descritte).

Per mantenere "centralizzati" gli apporti integrativi a questo resoconto collaborativo dell'ultima Assemblea, consigliamo di produrre i vostri interventi direttamente qui sul blog, come commento a questo stesso articolo - il "bottone" (comments) per i commenti è qui sotto.
Per sicurezza, scrivete le vostre osservazioni su un documento di testo, poi fate copia incolla dentro la finestrella dei commenti; firmate il vostro intervento.

08 luglio 2009

RESFVG: il Piedibus dell'Associazione Aria

A Palmanova alla più recente assemblea RESFVG erano presenti facce nuove, sintomo forse di una diffusione - in fondo, siamo nelle fase iniziali, di progettazione collaborativa e di strutturazione base di questa iniziativa nei suoi snodi territoriali - della notizia dell'esistenza della Rete ES, nei suoi propositi di collegamento e di visibilità tra le realtà locali promotrici di una nuova visione della qualità del vivere, un Ben-Stare concreto e quotidiano, da raggiungere attraverso i rinnovati meccanismi economici di Decrescita o tramite riflessioni sulla sostenibilità ambientale, oppure attente ai cambiamenti epocali che stiamo oggi vivendo, nei nuovi paesaggi umani fatti di flussi di persone e di tecnosocialità.

Approfittando dell'occasione per invitare nuovamente i partecipanti (e chi volesse farne parte) a compilare e spedire la Scheda di Adesione alla Rete di Economia Solidale, suggerendo loro di fornire una breve descrizione della propria specifica attività e rete relazionale, cogliamo l'occasione per pubblicare questa narrazione di sé inviataci dall'Associazione ARIA di Cormòns, impegnata in progetti per la qualità dell'abitare.


ASSOCIAZIONE ARIA - Cormòns
L’Associazione ARIA è nata all’inizio del 2008 in seguito all’esperienze del Comitato Mobilità Scolastica di Cormòns; il gruppo di genitori e Volontari del Traffico che da tre anni segue il progetto Piedibus.
Lo scopo principale dell’associazione è quello di promuovere e sostenere progetti finalizzati ad accrescere la possibilità di fruire dell’ambiente urbano da parte dell’infanzia e in genere dei cittadini; di promuovere e sostenere il miglioramento della qualità ambientale della città nella prospettiva della sostenibilità urbana.
Il Piedubus, di cui l’associazione è promotrice ed organizzatrice, funziona a Cormòns dal maggio 2006. E’ nato inizialmente come progetto di sensibilizzazione, è diventato un servizio gestito esclusivamente da volontari, quindi a costo zero per la comunità. Ogni giorno, da settembre a giugno di ogni anno il Piedibus Cormòns porta a scuola a piedi circa il 40% dei bambini delle scuole primarie del plesso scolastico cittadino. I ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, dopo aver fatto esperienza con il Piedibus, sono in grado di andare a scuola da soli sia in bicicletta che a piedi, soprattutto perché i percorsi casa-scuola, proprio grazie al progetto Piedibus sono sicuri, poiché presidiati dai Volontari del Traffico.

Per conoscere meglio la nostra realtà potete visitare il nostro sito www.piedibuscormons.org.

30 giugno 2009

Un orto 2.0 a Udine, finalmente!


Il nome è facile da ricordare, e già dice di cosa si tratti: www.ortosultasto.it, dove gli orti sono quelli intorno a Udine e il tasto è ovviamente quello del computer.

Se abitate a Udine, è sufficiente registrarsi al sito di Elisabetta e Maria, scegliere la frutta e la verdura con cui riempire la propria cassetta, e aspettare tre giorni per vedersi recapitare il tutto, con la garanzia di ottenere sempre cibo freschissimo, raccolto il giorno precedente, ed "eticamente" ecosostenibile, in quanto distribuito secondo la logica del "kilometro zero" a partire appunto da produttori selezionati del circondario.

Riporto qui direttamente quanto dicono le due responsabili dell'iniziativa sul loro sito; potete trovare un'intervista anche qui, su paroleappiccicate.

Dal sito www.ortosultasto.it

Siamo Elisabetta e Maria e ogni mercoledì consegniamo frutta e verdura di stagione e prodotti alimentari trasformati di alta qualità, tutto di produzione rigorosamente locale, nelle case e negli uffici di chi abita o lavora nel comune di Udine.
Per l’acquisto dei prodotti ci rivolgiamo ad aziende agricole di piccola e media dimensione, tendenzialmente a conduzione familiare, selezionate in base alla qualità dei metodi di lavorazione e alla loro ubicazione nella provincia di Udine: desideriamo infatti portarvi prodotti freschissimi, inquinando il meno possibile con il trasporto. Noi siamo l’unico passaggio tra l’agricoltore e il cliente e ciò consente la definizione di un prezzo equo per il contadino e di un prezzo contenuto per il consumatore, comprensivo di tutte le spese per il nostro servizio di informazione, assortimento e consegna a domicilio dei prodotti. Richiediamo un minimo d’ordine di 10 euro di prodotti ortofrutticoli, cifra oltre la quale è possibile acquistare anche i nostri prodotti extra (confetture, conserve, farine, olio d’oliva…).
Il sistema prevede la raccolta degli ordini on-line per tre giorni alla settimana (tra le ore 13.00 di ogni venerdì e le ore 13.00 del lunedì successivo), l’inoltro tempestivo delle richieste ai produttori, il reperimento dei quantitativi necessari entro martedì sera e la consegna al cliente in giornata il mercoledì. Il recapito della spesa una volta alla settimana garantisce la raccolta degli ortaggi freschi il giorno prima della consegna.
La nostra attività si pone come un ampio e sano complemento della vostra spesa al supermercato, ma è sostenuta da una logica diversa da quella della grande distribuzione per alcune importanti ragioni:

  • vendiamo solo prodotti freschi di stagione, accettando le conseguenze delle condizioni atmosferiche sulla produttività e i limiti della vocazione agricola del territorio in cui viviamo, a fronte di una garanzia di sapore e qualità di tutto ciò che vi consegniamo.
  • stabiliamo un rapporto equilibrato con il produttore, rispettandone le esigenze economiche e i ritmi produttivi.
  • consideriamo l’impatto ambientale delle varie fasi lavorative: dall’utilizzo dei prodotti usati per la coltivazione, alla razionalizzazione dei trasporti, fino al riciclo dei materiali, ad esempio delle cassette di legno usate per la consegna, in modo da rendere ecologico e sostenibile l’acquisto dei nostri prodotti.
  • desideriamo costruire un rapporto aperto con ogni cliente, approfittando del momento della consegna per raccogliere impressioni e suggerimenti utili al miglioramento del nostro servizio.

25 giugno 2009

In vista dell'Assemblea RESFVG del 4 luglio a Palmanova

APPUNTI PER UNA COSTRUZIONE PARTECIPATA DELLA RESFVG
Nel momento in cui iniziano ad arrivare le prime adesioni formali alla RESFVG, occorre dotarci di alcuni criteri condivisi per consentire ad ogni aderente (nodo) di poter svolgere uno o più compiti operativi per la rete e, allo stesso tempo, fare in modo che la stessa rete moltiplichi le opportunità di fare connessioni, di sostenere le attività di ogni nodo.
L’Obiettivo
Per evitare che la sommatoria delle proposte si tramuti in una babele di iniziative difficilmente riconducibili a sintesi è bene ricordarci quale debba essere il principale obiettivo condiviso: far nascere e crescere in Friuli Venezia Giulia una società di economia solidale.
Le reti distrettuali
Il nucleo base di questa società, lo abbiamo detto e concordato, è il distretto di economia solidale che, abbiamo pure convenuto, per ora coincide territorialmente con ciascuno dei 19 ambiti socio-assistenziali in cui è suddivisa la nostra regione.
Conseguentemente, dovremo trovare almeno un referente (individuale o collettivo) per ogni distretto, disponibile a mettere in rete tutte le buone pratiche operanti nel suo territorio, disponibile a svolgere il ruolo di “motore di avviamento”.
Le reti settoriali/tematiche
Ma, per agevolare il lavoro di questi referenti, è opportuno che a loro volta le buone pratiche si organizzino in reti settoriali/tematiche (infraprovinciali, provinciali, inteprovinciali, regionali), per mettere in comune esperienze ed iniziative. Ad esempio, si stanno formando (o sono già formate) reti fra i GAS e fra le Botteghe del commercio equo e solidale. Altre reti sono rappresentate da associazioni come AIAB o APROBIO. Ci sono poi Associazioni o Enti che formano reti, o procedono da sole, per promuovere tematiche specifiche: tutela di beni comuni, no TAV, ambiente, cultura, salute, diritti vari da tutelare, da promuovere, ecc. Alcune di queste tematiche possono poi essere temporanee (es.: una festa, una conferenza) o continuative. Per ciascuna di queste tematiche e/o reti, è bene individuare un referente (individuale o collettivo) che ci creda, si appassioni e quindi svolga un’azione di promozione.
Le attività di servizio
Un altro fronte di impegno è rappresentato dalle esigenze di manutenzione/servizio alla RESFVG e ai suoi nodi e alle sue reti territoriali e settoriali. Gli scriventi(insieme a tanti altri in questo anno e poco più di impegno), hanno svolto questo ruolo, bello e ingrato allo stesso tempo. Ma non può durare all’infinito, anche per evitare che questi nodi diventino degli “hub”, una sorta di piccola cupola che controlla la Rete. Per scansare questo pericolo abbiamo anche ipotizzato, nei nostri documenti, di costituire una struttura di servizio che abbiamo chiamato “Scuola dell’autonomia”. Cercando esperienze analoghe, ci sembra che potremmo tentare la strada di un MAG regionale (Mutua per l’autogestione). Senza la pretesa di costituirla domani, potremmo comunque cominciare a ragionarci sopra. Ad ogni modo, per evitare di ripercorre errori e limiti delle MAG già esistenti (Verona, Venezia, Roma, ecc.) ricordiamo che in una precedente Assemblea abbiamo espresso il parere di evitare la creazione di una struttura (di specialisti) che progressivamente si autonomizza dalla Rete. L’organo sovrano deve restare l’Assemblea, come luogo principale per la formazione di un sistema di democrazia partecipata.

Gli assi dell’impegno
Giunti a questo punto abbiamo individuato tre possibili assi di impegno:
1. l’asse territoriale, per la formazione dei 19 distretti di economia solidale;
2. l’asse settoriale/tematico
3. l’asse di servizio alla RESFVG.

Commenti al post e candidature
Cominciamo a commentare, in preparazione della prossima Assemblea del 4 luglio ……. e a candidarci.

La commissione di lavoro

01 giugno 2009

Etica-mente

via: GASPn

Dal 4 al 7 giugno si rinnova l’appuntamento annuale con Etica-mente, la rassegna di giornate nazionali per un futuro sostenibile, un’economia di giustizia e per i diritti dei popoli.

Etica-mente si svolgerà a Teglio Veneto, a due passi da Cordovado.

Alex Zanotelli, Paolo Rossi, GAS, biodiversità…

Il programma completo è qui