09 maggio 2013

E DUE .........



 
Tramonti di Sotto, dopo Romans d’Isonzo, è il secondo Comune della nostra regione ad aver approvato, con voto unanime del Consiglio comunale, la bozza di delibera predisposta dal Forum per i beni comuni e l’economia solidale e inviata a tutte le Amministrazioni comunali.
Gregorio Piccin, assessore di quel Comune, convinto aderente al Forum e promotore della proposta, ci ha inviato questo comunicato stampa che ben volentieri pubblichiamo e che vi invitiamo a leggere e poi a promuovere analoga iniziativa nel vostro Comune.  

COMUNICATO STAMPA
OGGETTO: Consiglio comunale Tramonti di Sotto
Lunedì 6 maggio si è svolto il Consiglio Comunale a Tramonti di Sotto. Molti i punti all’ordine del giorno tra cui i più salienti sono stati sicuramente l’approvazione del regolamento di applicazione della TARES (la nuova tassa sui rifiuti introdotta dal precedente governo Monti) e l’approvazione della delibera di indirizzo sui Beni Comuni e l’Economia Solidale.
La discussione su questi due punti ha protratto la seduta di Consiglio sino alle 22.30, ma tale discussione è stata sicuramente proficua per il futuro della Valle.
Per ciò che riguarda la TARES maggioranza e opposizione hanno votato in maniera diversa (non avendo l’opposizione l’obbligo istituzionale di recepire una legge dello Stato). Ma più in generale sul tema dei rifiuti e del sistema di raccolta differenziata vi è stato certamente un punto di incontro: abbandonare, non appena andrà in scadenza il contratto in vigore, il costoso sistema di raccolta affidato a imprese private per perseguire il modello virtuoso di gestione comunale al 100% adottato dal comune di Ponte delle Alpi.
Ma il fatto veramente di rilievo di tutto il consiglio è stata l’unanimità raggiunta sulla delibera di indirizzo su Beni Comuni ed Economia Solidale.
Alla luce degli interventi e delle buone pratiche già messe in atto dall’amministrazione comunale in materia di riqualificazione energetica degli edifici pubblici, utilizzo di energia da fonti rinnovabili, progetti e sperimentazioni rivolte alla inclusività sociale, promozione di produzioni locali di qualità, il Consiglio Comunale ha fatto propria l’idea di Distretto di Economia Solidale elaborato dal Forum per i Beni Comuni del FVG con cui vengono fissati alcuni punti guida sul tipo di sviluppo che si vuole perseguire ossia valorizzando mutualità, cooperazione, difesa dei beni comuni, sviluppo della democrazia partecipata ma soprattutto tensione verso l’autonomia energetica.
Il comune di Tramonti di Sotto è diventato così il primo ente locale del Friuli a dotarsi di questo strumento di indirizzo per il proprio futuro, speranzoso che anche la Regione possa recepire lo stesso tipo di approccio e creare linee di finanziamento ad hoc.    

17 aprile 2013

SABATO 4 maggio 2013 - convegno ECONOMIA SOLIDALE E BENI COMUNI

Alle realtà aderenti al Forum per i Beni comuni e l’Economia solidale del Friuli Venezia Giulia e a tutti/e i/le partecipanti e simpatizzanti

In seguito al positivo evento tenutosi presso la sede della Regione di Udine, convochiamo il prossimo incontro per

SABATO 4 maggio 2013, presso la comunità di San Marco di Mereto di Tomba (UD), dalle 15 alle 19,
dove si terrà il convegno ECONOMIA SOLIDALE E BENI COMUNI

Il convegno, organizzato da alcune delle realtà promotrici del Forum prevede (dalle 15 alle 16.45) alcuni interventi di rappresentanti di buone prassi e del direttore della rivista AltraEconomia, Pietro Raitano. 
A seguire, dalle 17 alle 19, verrà proposto il laboratorio "Buone prassi e filiere locali a confronto, verso la costituzione dei distretti dell’Economia solidale" dedicato alle realtà aderenti al Forum,  con l'obiettivo di rilevare e mettere in rete quante più esperienze possibili.

In allegato il depliant dell'iniziativa
, che si inserisce nella “Fieste dal Paîs di San Marc”, comunità di 5 ettari di terreno di proprietà collettiva nella quale si sono gettate le basi per una propria, piccola, filiera dei cereali e del pane. Di questa interessante esperienza potete trovare ulteriori informazioni sul sito www.paisdisanmarc.it

Auspicando di incontrarci numerosi
ad ascoltare, condividere e costruire buone prassi


Qui i documenti: Volantino Sagra San Marco, Convegno San Marco

03 aprile 2013

Ospedale di Pordenone: fact-checking

Sappiamo quanto le battaglie di opinione che prendono le mosse da posizioni esclusivamente ideologiche possano essere addirittura controproducenti rispetto al cambiamento che intendiamo produrre nella società. La narrazione della Transizione, della decrescita, dell'economia solidale ha fatto giustamente ricorso negli anni a una cospicua produzione documentale, a eventi internazionali (Barcelona, Venezia) e locali per provare a "ricolonizzare l'immaginario" (Latouche) in direzione di una comprensione ampia delle implicazioni sociali di un simile mutamento.
In ogni caso, riportare il discorso sui fatti concreti e misurabili costituisce il modo migliore per ragionare tutti insieme, evitando fughe ideologiche.

A Pordenone bisogna decidere dell'ubicazione del nuovo ospedale.
Sospendete per un attimo il giudizio, e date una letta a questo documento (aperto ai contributi) http://ospedalepordenone.wikispaces.com/ pubblicato da Sergio Maistrello, pordenonese, riguardo i fatti relativi al nuovo ospedale. Poi prendete posizione, serenamente.

26 marzo 2013

BES, benessere equo e sostenibile


Tutto sul BES, il Benessere Equo e Sostenibile, per comprendere meglio la differenza tra sviluppo e progresso. http://www.misuredelbenessere.it

Il progetto per misurare il benessere equo e sostenibile – nato da un’iniziativa congiunta del Cnel e dell’Istat – si inquadra nel vivace dibattito internazionale sul cosiddetto “superamento del Pil”, stimolato dalla diffusa convinzione che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo di carattere economico, ma anche sociale e ambientale, corredati da misure di diseguaglianza e sostenibilità.
Dodici dimensioni del benessere rilevanti per il nostro Paese, 134 indicatori
La piattaforma visualizza valori e andamenti degli indicatori in tre modalità: grafici, mappe e tabelle. E’ possibile inoltre scaricare le serie storiche, esportare i dati in xls o csv, eseguire confronti tra regioni e macroregioni su più indicatori. Si segnalano le funzionalità: Checkup che definisce stato di salute di una regione , Benchmarking che permette il confronto tre o più Regioni; Report che produce un file pdf con le informazioni degli indicatori presenti nelle dimensioni selezionate; Gap Analisi che mostra lo scostamento tra due regioni in riferimento agli indicatori di una dimensione.

21 marzo 2013

Udine, Forum dei Beni Comuni

Udine, 6 aprile, Palazzo della Regione.
Presentazione del Forum dei Beni Comuni
A questo link il depliant dell'iniziativa

18 marzo 2013

Edilizia sostenibile in Friuli - Transazione di crediti di carbonio a “Km zero”

Fonte: Greenews

Bioarchitetti e ambientalisti lo ripetono da tempo: abitare nel legno contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera. Ma da oggi, con il primo contratto di crediti di carbonio per i prodotti legnosi in Italia nell’ambito del mercato volontario di Carbomark, l’assunto viene a tutti gli effetti certificato. La stipula è avvenuta ieri a Sauris di Sopra, piccola frazione di Sauris, in Friuli Venezia Giuliatra due aziende rigorosamente locali, pionieristiche del costruire green: SaDiLegno e Vivere nel legnoLa prima ha venduto un credito di 10 tonnellate di CO2 alla seconda per mille euro.
Ai non addetti ai lavori, detta così, può sembrare riduttivo. In termini ambientali però significa molto. I prodotti legnosi rappresentano una delle possibili azioni di mitigazione climatica e di compensazione della CO2 emessa. L’azione mitigatrice è svolta in maniera duplice: da un lato c’è il carbonio immagazzinato nel legno, dall’altro la sostituzione di altri materiali ad alta intensità energetica, come per esempio il cemento o l’acciaio. Un credito di carbonio è un’entità “intangibile” generata da un’attività che assorbe anidride carbonica o evita le emissioni di gas serra.
Facciamo un passo indietro di qualche anno, quando Samuele Giacometti, titolare di SaDiLegno, ha costruito in Val Pesarina, in provincia di Udine, una casa (la propria) ecosostenibile con 43 alberi dei boschi della vallata gestiti in modo sostenibile e certificati PEFC. Il legno per la struttura, proveniente da piante nate e cresciute a pochi passi dal luogo del loro utilizzo, ha fatto complessivamente risparmiare 46 tonnellate di CO2 emesse in atmosfera, quantificate da Carbomark. Dieci di queste tonnellate sono state l’oggetto del contratto di crediti di carbonio locali. Intuizioni semplici, come usare il legno, il primo materiale da costruzione impiegato dall’umanità, e usare quello vicino a dove si andrà a costruire, abbattendo drasticamente i costi dei trasporti e avvalendosi di imprese e artigiani che lavorano e vivono nelle vicinanze, dando respiro all’economia del territorio.
Intuizioni semplici diventate sinonimo di innovazione e gestione sostenibile. Già perché se il venditore dei crediti, Giacometti, dall’esperienza domestica ha maturato l’idea di fare impresa mettendo a punto un metodo di costruzione green attorno a cui oggi si sta aggregando in Alta Carnia la prima rete d’imprese della filiera foresta-legno. Anche gli acquirenti, i fratelliMichele e Gianni Petris di Vivere nel legno, stanno recuperando la tradizione edile di case in legno dei loro avi facendo ricerca. Le due aziende insieme stanno ad esempio realizzando il primo prototipo di “casa stufa”, primo edificio di legno “a energia quasi zero” secondo un protocollo tecnico elaborato dal Centro di fisica edile Tbz di Bolzano, in collaborazione con ilGruppo Passive Gouse Italia gPHi.
La certificazione Carbomark non è il primo riconoscimento per la casa di legno ecosostenibile di Giacometti, presentata lo scorso anno a Rio+20. La sua casa è stata il primo edificio residenziale al mondo a ottenere la certificazione Pefc, ha vinto nel 2010 il CasaClima Award e la Bandiera Verde di Legambiente. Ma l’ingegnere della Val Pesarina non nasconde, pur nella complessiva soddisfazione, un qualche rammarico misto a ironia. “Se penso alle energie messe nella mia casa, mi verrebbe da dire “ma quando mai guadagnerò?” – scherza – Sono anni che vado dicendo che la green economy non esiste, esiste un mercato, questo sì, che vuole prodotti green ma troppo spesso senza approfondire i termini della questione“. Ossia? “Pensiamo ai crediti di carbonio. La mia casa ne vale 46 tonnellate di CO2, ne ho vendute dieci, ne voglio vendere altre 20 e con le restanti sedici coprirò le emissioni di gas serra che farà la mia famiglia nei prossimi cinquant’anni. E questo non solo perché è realizzata in legno. È importante stoccare legname ma lo è ancor di più costruire case non impattanti, in modo coerente a 360 gradi col significato di ecosostenibilità. Il prototipo di “casa stufa” vuole approfondire questo concetto.Nell’arco alpino non ha senso creare case passive come in città portando la tecnologia ma serve realizzare case efficienti e a basso fabbisogno energetico usando il legno vicino”.
E proprio sul fattore legname certificato la regione Friuli Venezia Giulia, partner insieme al Veneto del progetto Carbomark, ha puntato per incentivarne l’utilizzo da costruzione, ancora scarso a dispetto della gran quantità di questa risorsa verde. IlVeneto invece sta puntando sulla gestione forestale e sulla forestazione urbana. Nel primo caso già lo scorso anno sono avvenute le prime transazioni di crediti da tre Comuni montaniLusiana, Caltrano e Cismon del Grappa, proprietari di boschi e perciò “assorbitori” di anidride carbonica, a due aziende, la multiutility Etra Spa e la F.lli Zuccato. Un vantaggio per le amministrazioni montane, che così fanno “fruttare” i boschi, e un vantaggio per le imprese, come spiega Maurizio Dissegna, responsabile del Servizio Pianificazione e Ricerca Forestale della Regione Veneto. “Stiamo cercando di trovare altre aziende interessate alla mitigazione delle emissioni di carbonio secondo questo metodo, all’inizio del progetto avevamo avuto una ventina di manifestazioni d’interesse, anche se in questo periodo di crisi forse gli imprenditori pensano ad altro – racconta -. Va detto che la sensibilità delle aziende potenzialmente “emettitrici” di CO2 è aumentata perché l’impronta ecologica del loro sistema produttivo è un fattore di marketing verso una clientela esigente sotto il profilo ambientale, com’è ad esempio quella dei paesi anglosassoni”.
Sempre nell’ambito del progetto Carbomark, nato dai comuni obiettivi delle due Regioni del Nordest, Università di Padova di Udine, e finanziato dal programma europeo LIFE, il Veneto è impegnato anche su altri fronti. In primis la replicazione del metodo di calcolo delle emissioni e dei crediti Carbomark nelle province di Trento, Roma e nella Regione Piemonte, dove il prossimo 18 marzo verrà presentato il progetto. L’altro grande fronte aperto è quello della forestazione urbana. Con il Comune di Venezia e la sua partecipata Veritas è stato realizzato un censimento del verde urbano per calcolare i crediti di carbonio della città. Piante che crescono e nuove piantumazioni sono una delle politiche che i Comuni, specie di grandi dimensioni, possono mettere a punto, insieme al potenziamento delle piste ciclabili, del bike sharing, del controllo sulle caldaie e sulle emissioni di gas aziendali, per la riduzione di gas serra. Forse molto più durature di qualche sparuta domenica ecologica.
Alessandra Sgarbossa

12 marzo 2013

Udine, 6 aprile - presentazione Forum dei Beni Comuni


Presenteremo le proposte del FORUM sabato 6 aprile, alle ore 10.30, presso la Sala Pasolini del Palazzo della Regione, in via Sabbadini ad Udine. Dalla Carta del Forum regionale (carta dei principi attorno ai quali si riconoscono gli enti che hanno aderito al Forum) alla bozza di Delibera per gli Enti Locali che chiediamo ai vari Consigli Comunali del FVG di discutere e approvare, alla proposta di Legge Regionale che vorremmo fosse il punto di partenza per una nuova normativa, che potrebbe essere costruita in stretta collaborazione fra l’istituzione regionale e i cittadini che si riconoscono nel Forum.

Saranno benvenuti i candidati alle elezioni regionali del 21/22 aprile e gli amministratori comunali che intendono condividere questo percorso.


Prime adesioni al Forum:
Ce.V.I. Centro di Volontariato Internazionale – Udine; R.E.S. FVG – Rete di Economia Solidale FVG; WWF Friuli Venezia Giulia; Legambiente Friuli Venezia Giulia; Associazione BioEst – Trieste; Associazione Benkadì – Staranzano; Associazione culturale El Tomât – Buja; C.V.C.S. Centro Volontari Cooperazione allo Sviluppo – Gorizia; Fattoria sociale BOSCO DI MUSEIS – Cercivento; Comitato per la salute pubblica bene comune – Pordenone; Rete Diritti di Cittadinanza FVG; Gruppo Acquisto Solidale GoGas Tartaruga – Staranzano; Associazione Pangea – Udine; Associazione La Via dell'Albero – Faedis; Bottega del Mondo – Udine; Comitato frazionale per la gestione dei beni civici di San Marco – Mereto di Tomba; Amministrazione Beni civici di Pesariis – Prato Carnico; Amministrazione Beni civici di Givigliana – Rigolato; Amministrazione Beni civici di Priola e Nojaris – Sutrio; Associazione Culturale CORIMA – Cervignano del Friuli; Associazione di volontariato "Terra del Sorriso" - Trieste

I documenti elaborati dal Forum per i Beni Comuni sono disponibili nell'area documenti dedicata sul blog della RESFVG, a questo indirizzo http://resfvg.blogspot.it/p/forum-resfvg.html


11 marzo 2013

Una tesi di master in Medicina delle Emarginazioni

Promotore della Rete di Economia Solidale FVG fin dalla prima ora (ormai son cinque anni di incontri e discussioni) Toni Peratoner trova nella forza argentea dei suoi anni e dei suoi capelli bianchi la voglia di iscriversi, dopo una vita passata da medico tra le strutture ospedaliere, a un Master in Medicina delle Emarginazioni, delle Migrazioni, delle Povertà.

"La frequenza del Master in Medicina delle Migrazioni, delle Emarginazioni e delle Povertà mi ha messo di fronte a una realtà, in cui appariva del tutto evidente che una buona medicina, buoni farmaci e persino una buona organizzazione sanitaria non erano sufficienti a mantenere in buona salute le persone che si trovavano in una delle condizioni su cui era tematizzato il master: i migranti, gli emarginati e i poveri. Al contrario risultava chiaro anche scientificamente, che la salute in queste persone era in larga misura determinata dal contesto sociale e psicosociale, culturale ed antropologico, politico ed economico, in cui esse vivevano. Così alla fine del primo anno, al momento di chiedere la tesi, mi sono chiesto se una società fondata sulla decrescita, in particolare secondo l'interpretazione che ne dà Serge Latouche, e su una concezione di povertà quale quella offerta da Majid Rahnema, autori che avevo studiato e approfondito negli anni, avesse qualcosa da dire nell'ambito delle possibili alternative al modello socio-economico nel quale attualmente viviamo e di cui stiamo sperimentando l'inadeguatezza e alla fine il fallimento."

Qui oppure qui sotto trovate la tesi della sua dissertazione finale


08 marzo 2013

Democrazia di prossimità

Mi chiedevo delle differenze tra democrazia rappresentativa e democrazia deliberativa (di prossimità), ho cercato un po' in giro, qualcosa ho trovato. Sarebbe certo da intraprendere una bella discussione con chi ne sa di più.

Qui un articolo interessante riguardo le forme di democrazia su politicadomani.it
Qui un pdf sulla democrazia di prossimità e l'integrazione europea
Qui su LabSus Laboratorio per la Sussidiarietà un confronto tra vari esempi internazionali di democrazia partecipativa
Qui due esempi italiani: la democrazia di prossimità e le leggi regionali 67/2007 Regione Toscana e 3/2010 Regione Emilia Romagna


La finalità è quella di ragionare sulla possibilità di affidare a organizzazioni civili alcune grandi decisioni come il governo del territorio, le grandi infrastrutture, la tutela dell'ambiente. Altrove qualcosa si è realizzato: esempi di forme di partecipazione popolare di tipo deliberativo sono state adottate in Francia, con la legge sulla "democrazia di prossimità" che impone il dibattito pubblico per le decisioni di lunga durata; nel Nord America, dove si vanno diffondendo i "forum deliberativi" (nel senso descritto da J. Fishkin); in Gran Bretagna, con le "giurie cittadine" e le "commissioni civiche" recentemente promosse da Gordon Brown, che possono far valere le loro ragioni su questioni di pubblico interesse (sanità, infanzia, crimine).

E non sto dicendo niente che non sia già nell'articolo 5 della Costituzione, eh. 

Art. 5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

07 marzo 2013

Non è decrescita felice, è modernità.

Scrivevo su Facebook ierisera
Tutti invocano un cambiamento radicale, di sistema. L'economia solidale, come forma economica da affiancare all'economia di mercato prestando attenzione alla dimensione locale e alla qualità dell'abitare, costituisce una soluzione certa, insieme ai suoi strumenti quali decrescita e transizione. Ma come ogni cambiamento deve saper raccontare sé stessa, senza suscitare risolini presso chi ignora i suoi presupposti teorici, l'ampia letteratura scientifica su cui si fonda. Come sempre, un problema di narrazione.
 Oggi Renato Soru, riportato da Ivan Scalfarotto in un twit, dice che
Non è decrescita felice, è modernità.
Ecco che trovo risposte nella serendipità.
Questo serve. Trovare metafore, parole chiave, suggestioni e connotazioni calzanti e adeguate, per raccontare l'economia solidale e la decrescita.