27 aprile 2011

San Marco di Mereto di Tomba, 14 maggio: “Giornata regionale della Proprietà collettiva”

All'insegna della promozione e della gestione dei Beni comuni

Dopo il convegno di Marano ed il lancio del progetto “Pesce Kilometrozero” del 20 febbraio scorso, si profila un'altra occasione d'incontro e confronto fra la Rete di economia solidale del Friuli-V. G., i Gruppi di acquisto solidale e il Sistema regionale dei Beni civici.
Grazie alla disponibilità dell'Associazione “Paîs di San Marc”, sabato 14 maggio, nell'ambito della “Fieste dal paîs di San Marc” (6-15 maggio), si svolgerà a San Marco di Mereto di Tomba la II “Giornata regionale della Proprietà collettiva”.
Comitati frazionali, Vicìnie, Consorzi di antichi originari, Comunioni familiari, Jus e Srenje del Friuli e del Carso triestino, dalle 14 alle 21, proporranno una Mostra/mercato dei Beni civici e una serie di laboratori e di sperimentazioni per nuovi modelli di sviluppo locale.

Attraverso i propri prodotti e i propri progetti, le Amministrazioni dei Beni civici, diffuse dalla Laguna al Carso, dalla Bassa friulana alla Val Canale e in Carnia, intendono mostrare come esse perseguono un modello economico sostenibile e una gestione partecipata e comunitaria dello sviluppo territoriale.

Quattro saranno i laboratori proposti: “Il pesce di laguna in cucina”, a cura della Comunità di Marano, nell'ambito del “Progetto Kilometrozero”; “L'orologeria pesarina”, a cura dell'Amministrazione Beni civici Pesariis; “Gli Orti sinergici”, a cura di Claudio Ricci di Pordenone; e la “Pedagogia del bosco”, a cura di Marco Viviani di Tarvisio.

A partire dalle ore 17.00, nella sala della Comunità di San Marco, sarà possibile partecipare al convegno “La Proprietà collettiva nella pianura friulana. Un altro modo di fare agricoltura”, con interventi su “Il contributo della Proprietà collettiva per un'agricoltura nuova. L'esperienza emiliana”, “La Bioagricoltura sociale per una produzione e un consumo responsabili e solidali” e “Un'agricoltura nuova nella Rete dell'economia solidale”. Le conclusioni saranno affidate all'Assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Claudio Violino.
Scopo del convegno è avviare la riflessione sul ruolo che la Proprietà collettiva può avere nella progettazione e nella realizzazione di un modo nuovo e comunitario di fare agricoltura, anche nella pianura friulana.

Come anteprima della II Giornata regionale della Proprietà collettiva e come approfondimento storico sulle origini dei Beni civici nel territorio regionale, venerdì 6 maggio, alle ore 18 nella sala della Comunità di San Marco di Mereto di Tomba, sarà presentato il volume “Ville friulane e Beni comunali in Età veneta” (Udine, Forum, 2010), che prende in esame la situazione negli attuali Comuni di Basiliano, Codroipo, Coseano, Dignano, Flaibano, Lestizza, Mereto di Tomba, Mortegliano, San Vito di Fagagna e Sedegliano.
 
 
 


26 aprile 2011

L'acqua dei rubinetti di Udine è buona, smettete di comprare acqua in bottiglia



Queste qui sopra sono le "analisi dell'acqua" di Udine, secondo gli elementi minerali contenuti. Vengono presi in considerazione anche la presenza di prodotti fitosanitari (derivanti dalle attività agricole) e i parametri microbiologici.
I valori provengono dal sito dell'AMGA di Udine, le rilevazioni vengono effettuate ogni due mesi (molto più spesso rispetto alle acque in commercio) e i risultati vengono regolarmente inviati all'ASL per i controlli.
Mi pare onestamente si tratti di acqua di buona qualità, se non ottima, a giudicare dai riferimenti che ho trovato su questo sito e su questo.
Magari un esperto potrebbe passare di qui e darci un giudizio più circostanziato: quello che posso dire senza smentita è che si tratta di un'acqua decisamente oligominerale (residuo secco), un po' duretta (F° 25) ma comunque dal contenuto di calcio e magnesio piuttosto basso.
Potrebbe essere commercializzata come acqua oligominerale, a giudicare dai valori simili a quelle che vengono messe in bottiglia e vendute.

Il consiglio è semplice: se bevete l'acqua degli acquedotti di Udine, smettete di comprare bottiglie d'acqua al supermercato.

12 aprile 2011

Energia verde in Europa

via Eco dalle Città


Rinnovabili, Eurostat: in dieci anni raddoppiato il consumo di energia verde in Europa 
In occasione della Settimana europea dell'energia sostenibile, l'istituto europeo di statistica rende noti dati sul trend del mix energetico europeo negli ultimi dieci anni. Il contributo delle rinnovabili è passato dal 5,4% del 1999 al 9% del 2009. Il settore cresce anche in Italia (prima del decreto Romani), ma i Paesi del nord Europa sono molto più avanti
Il consumo di energie rinnovabili nell'Unione europea è raddoppiato nel decennio 1999-2009, passando a rappresentare dal 5,4% al 9% del mix energetico comunitario. Lo rivelano i nuovi dati diffusi da Eurostat in occasione della Settimana europea dell'energia sostenibile, in corso fino al 15 aprile. Secondo l'agenzia statistica ufficiale dell'Ue, in testa alla classifica degli stati membri più rinnovabili c'è la Lettonia, dove le fonti alternative rappresentano il 36% del pacchetto energetico nazionale, seguita da Svezia (34%), Austria (27%), Finlandia (23%), Portogallo (19%) e Danimarca (16,7%). L'Italia non sfigura, anche se è ancora molto lontana dalle “prime della classe”. Nell'arco di dieci anni il nostro Paese è riuscito a portare il contributo delle rinnovabili dal 5,7% al 9,5%, ma resta da capire se il trend sarà ,mantenuto anche dopo l'entrata in vigore del contestatissimo decreto Romani.
Anche grazie al boom dell'energia pulita (e complice probabilmente anche la crisi economica), è calata, nel Belpaese, la dipendenza dal petrolio e dai prodotti petroliferi, che tra il 1999 e il 2009 è passata dal 53% al 42,3% del nostro mix energetico (restiamo comunque al di sopra della media Ue, scesa dal 39% al 36,6%). Agli Italiani resta invece il primato del consumo di gas, salito dal 32,2% del 1999 al 37,9% del 2009. In questa particolare graduatoria, l'Italia è seconda solo all'Olanda (43%), insieme alla Gran Bretagna (38%) e prima dell'Ungheria (36%). La media europea è del 24,5%.
Crescono anche i consumi di carburanti solidi, passati dal 18% al 16% in Europa e dal 6,8% al 7,6% nel nostro Paese. Stabile, infine, l'utilizzo di energia nucleare, che negli ultimi dieci anni ha rappresentato il 14% del pacchetto energetico dell'Unione europea.

06 aprile 2011

Iniziative LaRea al Visionario: educazione alla sostenibilità ambientale


LA CAMPAGNA REGIONALE DI COMUNICAZIONE ED EDUCAZIONE SUL TEMA DEI RIFIUTI URBANI PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Grazie alla collaborazione tra il Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale LaREA ARPA FVG e il Centro Espressioni Cinematografiche prende forma la Campagna regionale Comunicazione ed Educazione sul tema dei rifiuti urbani per la Sostenibilità Ambientale che avrà luogo a Udine nelle giornate del 7, 8, 9 e 10 aprile 2011. L’obiettivo è quello di sensibilizzare gli udinesi sulle problematiche ambientali al fine di ridurre la produzione di rifiuti e promuovere la raccolta differenziata.

PROGRAMMA
Giovedì 7 aprile
Ore 19.00 Visionario, Bookshop
LaRea Laboratorio di Educazione Ambientale ARPA FVG + Museo Friulano di storia Naturale curano un incontro dedicato al lancio della Campagna regionale Comunicazione ed Educazione sul tema dei rifiuti urbani per la Sostenibilità Ambientale e al rapporto tra il tema delle foreste e quello dei rifiuti. È prevista la proiezione video di spot di educazione ambientale e di altro materiale.

Venerdì 8 aprile
Ore 10.00 Visionario
Matinée per studenti scuole primarie
Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria
Mià e il Migù (Francia/Italia 2008, 92’) di Jacques-Remy Girérd. Mià ha dieci anni, vive tra le montagne dell'America Latina ed è triste perché il padre è partito. Una notte, ha un sogno premonitore e decide di andare a cercare il genitore nel cantiere dove lavora, in mezzo alla foresta. La società che lo ha assunto sta abbattendo migliaia di alberi per costruire un villaggio turistico. Dalla grande scuola di animazione francese, un emozionante cartone animato sulla devastazione del pianeta.

Sabato 9 aprile
Ore 10.00 Visionario
Matinée per le scuole secondarie
Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria
Garbage! The Revolution Starts at Home (Immondizia! La rivoluzione comincia a casa) di Andrew Nisker (Canada/Usa, 2007, 96’)
Autunno 2005: la famiglia McDonald di Toronto inizia una singolare convivenza con la propria immondizia tenendola in garage per tre mesi. Il risultato? 83 sacchi colmi di spazzatura, 145 kg di umido e un odore poco piacevole. Deus ex machina di questa scelta è il regista Andrew Nisker, il cui scopo è mostrare, attraverso l’esperienza di un nucleo familiare, la reale portata della produzione e dello smaltimento dei rifiuti domestici. I protagonisti di questo intelligente documentario, in cui non mancano momenti spassosi, visitano i posti nei quali vengono stoccati i rifiuti di cui per anni si sono liberati senza troppe domande, costatandone l’impatto non privo di drammatiche conseguenze.

Per entrambi i matinée è previsto un commento da parte di un operatore del Laboratorio di Educazione Ambientale LaRea ARPA FVG e la visione dello spot di educazione ambientale realizzato dalla classe 2Bs del ISIS C. Percoto di Udine.

Venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 aprile
tutto il giorno, Piazza Duomo
Sarà presente il furgone Videobox con all’interno un piccolo studio televisivo dove una troupe raccoglierà interviste alla cittadinanza sul tema dei rifiuti. I contributi saranno visibili on-line e diventeranno oggetto di un cortometraggio che verrà proiettato durante il Festival Le voci dell’inchiesta, in programma a Cinemazero di Pordenone dal 13 al 17 aprile 2011. Videobox sfrutta le potenzialità dell’audiovisivo come media principale per sviluppare un’inchiesta partecipata e che si nutre del contributo del laboratorio di Regia Mobile Televisiva dell'Università di Udine, con gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Multimediali impegnati nelle riprese e nel montaggio delle interviste.

Accanto a Videobox ci sarà Re-, l’originale “casetta” ecologica in legno progettata dagli architetti dell’associazione La città complessa di Pordenone con all’interno una mostra e un punto informativo sui temi del riciclaggio curata da Arpa-LaRea e realizzato da Belwood/Belluno con Dolomia Acqua Minerale. 

L’iniziativa rientra nell’ambito di Semplici Scelte, Grandi Cambiamenti - Progetto di Comunicazione e Educazione sul tema dei Rifiuti Urbani per la Sostenibilità Ambientale, finanziato dalla Regione FVG e realizzato da LaREA ARPA FVG. L’obiettivo principale è quello di sensibilizzare la popolazione sulle problematiche ambientali al fine di ridurre la produzione di rifiuti e promuovere la raccolta differenziata. Rivolgendosi a differenti fasce d’età sono stati realizzati con il coordinamento del LaREA, diversi strumenti comunicativi, informativi ed educativi. Il sito Internet che illustra l’iniziativa è il seguente http://rifiuti.ea.fvg.it/

La campagna regionale di comunicazione ed educazione sul tema dei rifiuti urbani per la sostenibilità ambientale è un’iniziativa della Regione Friuli Venezia Giulia, ARPA - Laboratorio di Educazione Ambientale LaReA ARPA FVG, Le voci dell'inchiesta – Cinemazero, La città complessa, Università di Udine, Consorzio Universitario di Pordenone, Laboratorio Regia Mobile Televisiva, con il patrocinio del Comune di Udine; in collaborazione con Mediateca Ugo Casiraghi – Gorizia, Mediateca Pordenone – Pordenone, Mediateca La Cappella Underground – Trieste, Mediateca Mario Quargnolo – Udine, e il supporto di Belwood/Belluno e Dolomia Acqua.


05 aprile 2011

La fine del mondo storto... quali possibilità per un mondo dritto?

La fine del mondo storto... quali possibilità per un mondo dritto?

(via APE) Mauro Corona sarà a Mereto di Tomba martedì 5 aprile per la presentazione del suo nuovo libro "La fine del mondo storto".
La sua presenza si inserisce nell'ambito del secondo convegno organizzato dall'Assessorato all'Ambiente e alla Cultura, "La fine del mondo storto... quali possibilità per un mondo dritto?" sul tema della sostenibilità energetica, dove interverranno Matteo Mazzolini, direttore di APE, e Fulvio Stel, dell'Unione Meteorologica del FVG.
Appuntamento martedì 5 aprile, alle ore 21.00, nella Sala Consiliare di Mereto di Tomba.

04 aprile 2011

via Il Friuli


Intervista al presidente regionale Wwf, Pizzutti: "Ecco i più grandi rischi per il nostro ambiente"
Roberto Pizzutti - Roberto Pizzutti
Roberto Pizzutti

I comitati friulani, si dice, crescono come funghi. E, in parte, questo luogo comune ha un suo fondamento. Si installa una nuova antenna? Ne nasce uno. Si parla di una nuova discarica? Ecco che gli abitanti del luogo fondano un comitato. Alcune aggregazioni vivono lo spazio di una notte, altri resistono addirittura per decenni.
Ma qual è la molla che spinge i cittadini a unirsi? E’ l’effetto Nimby (not in my backyard, non nel mio giardino)? O è un modo della gente per partecipare alle scelte in alternativa a una politica sempre più sganciata dalla società?
Lo abbiamo chiesto a Roberto Pizzutti, presidente regionale del Wwf. “Direi  - risponde l’ambientalista - che ci sono entrambe le cause. Da una parte, la politica, specie quella statale e regionale, è sempre più legata al mondo degli affari e più distaccata dalla gente. Anche se i politici in gamba e onesti non mancano. Dall’altra, tante persone ragionano in termini di orticello. Ciò non vale, però, per chi organizza e si impegna nei tanti comitati: in queste persone, per lo più, agisce la coscienza civile. Basti pensare a chi si occupa del Tagliamento”.
Lei parla di Stato e Regione. E per quanto riguarda i Comuni, più vicini alla gente?
“Effettivamente, chi amministra i Comuni dovrebbe avere più facilità nel dialogo con la popolazione. Tuttavia, c’è spesso nella gente una scarsa attitudine a occuparsi con continuità delle questioni riguardanti il loro territorio. Tanti si mettono a discutere all’ultimo momento, quando le ruspe sono già in azione. Meglio sarebbe pensarci prima”.

Quali sono i problemi ambientali più importanti della nostra regione?
“In ordine d’importanza citerei le casse di espansioni su diversi corsi d’acqua, la captazione d’acqua nei bacini montani, la cementificazione della costa, la Tav (alla quale si legano le cave che saranno realizzate per i rilevati e l’eccessivo sghiaiamento dei fiumi), i rigassificatori e gli elettrodotti. Inoltre, va citato il cementificio di Fanna, i cui forni ora funzionano a a petcoke (residui non distillati del petrolio). Lì si vorrebbe passare al consumo di combustibile da rifiuto (cdr), più vantaggioso economicamente, macon un impatto ambientale non da poco”.

Uno dei problemi ambientali è la cementificazione del territorio...
“E’ vero. La nostra regione ha il consumo pro capite di suolo più alto d’Italia. A partire dalla provincia di Pordenone, seguita da quella di Udine. E questo nonostante ci siano tanti edifici vuoti e superfici già cementificate da recuperare. Servirebbero regole e leggi tali da fermare questo fenomeno”.

Per esempio?
“Si potrebbe prevedere che a ogni nuova edificazione corrisponda il recupero di un’area dismessa. Così si potrebbero riprendere spazi abbandonati anche in mezzo alle città. A Udine per esempio si potrebbe operare su zone come quella tra via Micesio e Via Moro, l’ex albergo Europa, la Dormisch o l’ex Sip in centro”.

A cosa è dovuta questa ‘fame’ di territorio?
“Al fatto che si pensa allo sviluppo in termini obsoleti. Si crede che, per rilanciare l’economia, si debba partire dall’edilizia, come successe per il New deal degli Anni ‘30. Allora, visto che il territorio libero abbondava, il ragionamento aveva un suo senso. Ora non più. E con la crisi l’insensibilità verso l’ambiente si è acuita”.

Ma ci sono comitati che si battono per questo...
“Non sempre. La cementificazione della costa è una delle questioni più gravi e urgenti che abbiamo in regione. Basti pensare alla laguna di Marano (nello specifico valle Grotari), alle realizzazioni previste a Grado tra Città giardino e Pineta (il bosco dovrà lasciare posto a edifici di varia dimensione), ai 30 mila metri cubi che si vogliono costruire nella pineta di Lignano, al ‘recupero’ delle case abusive alle foci dell’Isonzo e al nuovo porto nella baia di Sistiana. Per questi, i comitati non sono ancora sorti”.

Cosa può fare la politica?
“Imporre una drastica riduzione del suolo, come in Germania. Gli stessi Comuni dovrebbero impedire nuove cementificazioni. L’obiettivo deve essere il benessere della gente, non lo sviluppo indefinito”.

Veniamo alla questione energetica. Tanti sostengono che l’unica alternativa è tra il nucleare e i combustibili fossili. E’ così?
“E’ un falso dilemma. E’ stato dimostrato che, nell’arco di 40 anni, si potrà coprire il fabbisogno energetico con risparmio e fonti alternative”.

Parliamo di pianificazione. Cosa manca nella nostra regione?
“Mancano il Piano energetico, quello dei rifiuti e quello dei trasporti con una mobilità sostenibile. Per esempio, assistiamo alla concentrazione di investimenti per la Tav e la Tac. Sarebbe meglio, invece, puntare sull’eliminazione dei colli di bottiglia esistenti sulla rete ferroviaria (Udine-Cervignano, Udine est, Monfalcone-Aurisina e, in Veneto San Donà-Venezia). Così facendo, si moltiplicherebbe per cinque volte la capacità delle nostre strade ferrate”.

Anche l’agricoltura è un problema?
“Lo è in due sensi. Da una parte, in montagna, il territorio è abbandonato. La progressiva crescita delle foreste favorisce il ritorno di alcune specie animali (come l’orso o la lince), ma allo stesso tempo ne mette in pericolo altre (coturnice e gallo forcello) che vivono nei prati. Dall’altra, l’uso di terreni vergini in pianura per l’agricoltura intensiva sta eliminando la biodiversità. Paradossalmente, l’unico luogo nel quale tante specie vegetali possono sopravvivere sono gli argini artificiali lungo i fiumi. E poi c’è il problema dell’importazione di specie vegetali esotiche”.

Ovvero?
“Su 3 mila specie presenti in regione, 300 provengono da altri continenti (una su dieci), arrivate qui con i trasporti. E’ un meccanismo simile a quello che ha portato da noi la zanzara tigre”.

Hubert Londero

03 aprile 2011

Gorizia - conferenze e spettacoli sulla Decrescita

Dall'8 aprile al 6 maggio p.v. la città di Gorizia ospiterà, presso la Sala del Consiglio, un interessante evento dal titolo "Dal PIL al buon vivere". Si tratta di un ciclo di conferenze e spettacoli (tra cui "Label-questioni di etichetta") aventi ad oggetto il tema della decrescita. L'iniziativa è sostenuta dalla provincia di Gorizia con il partenariato del gas "Il ponte".

Qui il .pdf dell'evento.